Riflessioni sul 25 aprile

di Giovanni Rossi (disegno) e Edoardo Casati (testo)

BUON 25 APRILE!
È facile dirlo o scriverlo, è facile augurarlo ma, sarà altrettanto facile difenderlo?

Una volta si era Antifascisti, lo si era, punto e basta, lo si era perché è giusto, lo si era per istinto; ma ora essere Antifascisti è diventato difficile, quasi se come, istintivamente si diventasse fascisti.

Sento ripetere l’affermazione, secondo cui i partigiani sarebbero in grado di fiutare il fascismo, anche quando questo non si è ancora manifestato.

Forse questo “sesto senso” farebbe comodo a tutti noi… Oggi sono 75 anni dalla liberazione; 75 anni sono parecchi.

Probabilmente sui libri di storia saranno si e no qualche riga ma, nella vita sono moltissimi.

Allora la domanda sorge spontanea: dopo 75 anni è necessario festeggiare il giorno della Liberazione?

La risposta è sì, ma non perché è ovvia, non perché è data senza riflettere.

La risposta è sì perché al giorno d’oggi, con una scuola che non educa più alla resistenza, con delle nuove generazioni perse e con la mente assopita, con un fascismo che sta crescendo sempre di più è necessario avere qualcosa a cui legarsi; per ricordarsi che questa gente non è morta invano.

Forse perché la scuola (con la scusa di rimanere “neutrale”) si dimentica che il fascismo è un crimine non un’ opinione.

Forse perché sui Social si fanno moltissime foto ma, dalla maggior parte neanche una viene dedicata al 25 APRILE.

Forse perché ci dimentichiamo che se non ci fosse stata la liberazione ora non avremmo potuto nemmeno esprimere le nostre idee.

Forse perché ancora qualcuno dice: “il fascismo ha fatto anche cose buone” e no, non sono quegli anziani che hanno fatto le scuole fasciste da cui ti puoi aspettare tutto ma, sono nuove generazioni; quelle nuove generazione che hanno fatto le scuole della repubblica (e quindi, in teoria antifascista).

Forse perché ci sono ancora popolazioni oppresse (penso ai Kurdi e ai Palestinesi).

Forse perché è ora necessario più che mai ricordare il 25 aprile, tutti/e insieme, ricordarlo con forza, utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo in nostro possesso.

VIVA LA RESISTENZA, OGGI PIÙ CHE MAI ANCORA NECESSARIA, VIVA IL 25 APRILE, IERI PARTIGIANI OGGI ANTIFASCISTI!

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